ENEA per il patrimonio culturale

Con più di 1000 interventi per indagini diagnostiche su importanti opere d’arte, l'ENEA conferma il suo impegno per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale e lo fa con tecnologie innovative, nate molto spesso per essere applicate in settore completamente diversi come ad esempio quello nucleare.

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Con più di 1000 interventi per indagini diagnostiche su importanti opere d’arte, l'ENEA conferma il suo impegno per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale e lo fa con tecnologie innovative, nate molto spesso per essere applicate in settore completamente diversi come ad esempio quello nucleare.

ProduttoreENEA webTV
Autori
  • Massimo Maffioletti,
  • Paola Giaquinto
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Data23/01/2014
LinguaItaliano
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Sostenibilità economica, ambientale e sociale del Paese, con la continua ricerca di nuove soluzioni tecnologiche per rispondere alle complesse sfide economiche e ambientali mondiali: questa la mission dell’ENEA, agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico ...

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Sostenibilità economica, ambientale e sociale del Paese, con la continua ricerca di nuove soluzioni tecnologiche per rispondere alle complesse sfide economiche e ambientali mondiali: questa la mission dell’ENEA, agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

In oltre cinquant’anni di attività, in queste cittadelle della scienza, sono state affrontate le maggiori sfide tecnologiche del Paese e realizzati oltre 760 brevetti e innumerevoli progetti di altissimo livello nazionale e internazionale.

Studi e ricerche, svolti in un determinato settore scientifico, sono state poi applicate in ambiti diversi, producendo importanti innovazioni tecnologiche.

Uno dei settori che si è maggiormente giovato di questa migrazione tra discipline diverse è stato quello dei beni culturali, con più di 1000 interventi per indagini diagnostiche su importanti opere d’arte attraverso gammagrafie, analisi termografiche, fluorescenza X, microscopie ottiche ed elettroniche, tomografie neutroniche.

Queste indagini, indispensabili agli storici dell’arte e ai restauratori per conoscere l’origine e lo stato di conservazione delle opere, e intervenire per una progettazione sostenibile e consapevole, conducono talvolta a interessanti scoperte, come è successo con lo studio, attraverso la riflettografia nel vicino infrarosso, di quattro dipinti realizzati su disegni di Michelangelo e finora attribuiti a Marcello Venusti, suo devoto copista, che hanno portato a proporre l’attribuzione di uno dei dipinti allo stesso Michelangelo.

Anche la ricerca industriale svolta in ENEA ha portato un contributo alla conoscenza di un’opera molto particolare, d’immenso valore storico, culturale e religioso: si tratta dell'immagine della Sacra Sindone, ancora avvolta dal mistero della sua origine. Gli esperimenti condotti per cercare di colorare fibre di tessuto con l’utilizzo del laser per conto d’industrie tessili, hanno incuriosito i ricercatori del Centro Ricerche ENEA di Frascati che hanno studiato il telo e provato a riprodurre in laboratorio la colorazione utilizzando speciali laser ad eccimeri. Con impulsi di luce ultravioletta sono riusciti ad imprimere e colorare la parte esterna della filatura di alcune fibre di lino, con risultati sorprendenti. Si tratta della realizzazione della colorazione più simile all’originale; un risultato fino ad oggi non ottenibile e replicabile.  Spesso la possibilità di utilizzare in maniera combinata diverse  tecniche è risultato in ENEA un fattore di successo, così come la capacità di leggere e conservare il patrimonio culturale nel suo contesto naturalistico e ambientale.

A Orvieto l’ENEA ha l’incarico di valutare la vulnerabilità sismica del Duomo.  Un’attività lunga che si snoderà nel corso di quattro anni d’indagini, studi e monitoraggi con un unico grande obiettivo, valutare il comportamento strutturale del Duomo e fornire indicazioni progettuali per eventuali interventi conservativi di riduzione del rischio sismico.

Tra le competenze dei ricercatori del Centro ricerche ENEA di Portici, rientrano le campagne di rilievo geomorfologico e ispezioni subacquee.

A Sinuessa, in Campania, l’ENEA ha l’obiettivo di analizzare e determinare le probabili cause del fenomeno di sprofondamento delle strutture di un’antica colonia romana. In progetto vi è un polo attrezzato per percorsi subacquei ed escursioni in barca in linea con la Convenzione del 2001 dell’UNESCO, che stabilisce che i beni archeologici sommersi debbano preferenzialmente essere lasciati nei siti di ritrovamento favorendone la fruizione in loco.

Dalle tecnologie laser sviluppate per controllare lo stato delle strutture all’interno dei reattori nucleari sono derivate applicazioni importantissime per lo studio e la fruizione delle opere d’arte. Fra tutte il brevetto del Radar Topologico a Immagine, con il quale è possibile rilevare, a distanza, le caratteristiche morfologiche e di colore di un’opera d’arte e di ricostruirne un’immagine fedelissima, con risoluzioni superiori rispetto ai dispositivi convenzionali. La finezza del particolare, registrato nelle tre dimensioni spaziali, è così elevata da consentire misure di dettaglio nell’ordine di frazioni di millimetro, su pareti o volte senza alcun ausilio di ponteggio, in quanto la macchina è pienamente efficiente alla distanza di parecchi metri. In questo modo è possibile procedere all’analisi di dipinti o decorazioni altrimenti ispezionabili tradizionalmente solo con l’impiego d’impalcature o macchine ingombranti necessarie per un esame ravvicinato. Possono così, per esempio, essere monitorate a distanza, anomalie caratteristiche dei dipinti parietali come rigonfiamenti sub-millimetrici dovuti a infiltrazioni di umidità o lente variazioni di colore su punti particolari della superficie affrescata dovute ad attacchi di agenti inquinanti. La qualità delle immagini ottenute e le notevoli accuratezze raggiunte da questi dispositivi nella metrologia tridimensionale hanno portato, negli ultimi tempi, a esplorare possibilità di applicazioni in campi di ricerca avanzata nell’imaging.

Per l’ENEA, misurarsi con il patrimonio culturale non è solo una sfida tecnologica, ma un’opportunità per contribuire alla conservazione del paesaggio urbano italiano fatto di centri storici inseriti nel loro contesto antropologico e ambientale. L’intreccio tra cultura e territorio, natura e storia hanno modellato nei secoli le forme urbane e architettoniche della civile convivenza, in forme del tutto originali per ciascuna comunità cittadina generando un patrimonio inestimabile, unico al mondo per la sua straordinaria varietà e l’altissimo pregio. Inserire criteri di uso razionale dell’energia, di domotica, di riutilizzo di spazi e materie prime, di uso di fonti di energia rinnovabile, di razionalizzazione del sistema dei trasporti, sono alcune delle sfide del futuro per i centri storici e tra le priorità della ricerca e dei servizi avanzati, prestati dell’Agenzia ENEA.

Da oltre trent’anni l’ENEA collabora con la Protezione Civile per gli interventi successivi ad eventi sismici, sin dal terremoto del Friuli nel 1976, poi con quello in Irpinia nel 1980, con quello delle Marche ed Umbria nel 97, fino ai più recenti terremoti del Molise, dell’Aquila e infine agli ultimi eventi drammatici che hanno interessato l’Emilia Romagna nel 2012. Fin dalle prime ore dopo il terremoto, l’ENEA ha messo a disposizione delle istituzioni le sue strutture mobili, i suoi laboratori, le sue tecnologie e i suoi ricercatori ed esperti, in una task force di ingegneri e geologi. 

Sono stati effettuati rilievi macrosismici per delineare un quadro generale degli effetti del sisma sul territorio e, sulla base di tali indagini, sono state pianificate le verifiche di agibilità delle costruzioni e programmati gli interventi di demolizione dei fabbricati pericolanti, e quelli di messa in sicurezza degli edifici recuperabili.
 I limiti nell’ispezionare punti inaccessibili per altezza o per pericolo di crollo sono stati vinti con la flotta di droni e quadricotteri in dotazione al Centro di Ricerche ENEA di Bologna. Il telerilevamento di prossimità ha permesso di effettuare rilievi del quadro fessurativo confermando in alcuni casi le verifiche speditive fatte nella fase di emergenza e in altri casi scoprendo ulteriori lesioni in ambiti inaccessibili.

A fianco dell’esperienza maturata con lo studio diretto delle conseguenze dei disastri naturali, le attività nel campo della sismica si svolgono in laboratori che per competenze e attrezzature costituiscono centri di eccellenza riconosciuti a livello internazionale. 

Tra tutti il laboratorio qualificazione materiali e componenti del centro Ricerche Casaccia, a Roma, dedicato alle attività di ricerca e sperimentazione in ingegneria sismica, dinamica strutturale e controllo delle vibrazioni;  due tavole vibranti a sei gradi di libertà tra le più grandi d'Europa, riproducono le effettive sollecitazioni sismiche sulle strutture in maniera simultanea lungo le tre direzioni principali. Qui vengono effettuate prove sperimentali su elementi strutturali e modelli in scala di edifici per testare nuovi dispositivi come gli isolatori sismici e i dissipatori di energia. Tra i progetti che hanno suscitato maggiore interesse, il sistema d’isolamento antisismico innovativo per i Bronzi di Riace progettato e realizzato appositamente per la loro conservazione al museo di Reggio Calabria, testato presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia, ma applicabile a tutta la statuaria a prevalente sviluppo verticale con ridotta base di appoggio. Per i Bronzi sono state ideate e verificate, su tavola vibrante, basi antisismiche vincolate al pavimento tramite l'interposizione di un sistema d’isolatori in grado di attenuare le azioni orizzontali e non amplificare il moto verticale.  Attualmente sono in corso di progettazione e di verifica sperimentale i  nuovi basamenti in marmo per la protezione dell’Annunciazione di Francesco Mochi in vista della loro nuova collocazione nel Duomo di Orvieto.

I centri storici, con le loro chiese e i loro palazzi sono spesso scrigni che conservano gelosamente il patrimonio di opere d’arte che contengono: vederle, osservarle, studiarle è difficile e talvolta impossibile. In questo caso, l’informatica fornisce un grande contributo e la realtà virtuale rende possibile superare le barriere fisiche e temporali, ricostruendo opere deterioriate e facendo vedere da vicino capolavori che, nella realtà, sono solo fruibili a grande distanza, come gli  affreschi delle volte.

In questo settore l'Agenzia possiede una potente infrastruttura informatica, la Rete ENEA Grid, con il suo cuore pulsante, il supercalcolatore CRESCO, un gigante da 25 Teraflops nato per il calcolo scientifico, ma a disposizione di imprese ed istituzioni anche per la conoscenza e lo studio di oggetti d'arte. Attraverso la remotizzazione degli strumenti diagnostici la rete può consentire agli utenti geograficamente distanti dai laboratori l'accesso virtuale, la visualizzazione del processo e l'acquisizione dei dati.

I Centri di Ricerca dell’ENEA ospitano scuole e istituti di formazione di ogni ordine e grado, che qui trovano modo di apprendere, sperimentando, modelli e tecnologie per conservare, fruire e valorizzare il nostro patrimonio storico e culturale. 

In quest’impegno per sensibilizzare i giovani si collocano la partecipazione ai Poli Formativi Regionali e ai Distretti Culturali, le attività  di formazione, in aula e a distanza, e il trasferimento tecnologico verso il mondo produttivo con il coinvolgimento diretto di giovani, di studenti e di professionisti.

Il sapere scientifico e quello umanistico sono due realtà che convivono nell’applicazione delle nuove tecnologie al patrimonio culturale e che l’impegno dell’ENEA ha sempre contribuito ad avvicinare tra di loro, nell’obiettivo unitario dello sviluppo sostenibile del Paese.

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