Quando la tecnologia "riscopre" l'arte. Il caso della Chiesa di San Costanzo

A dieci metri di altezza, su un impalcatura tutta acciaio e polvere, Chiara insiemead altre professioniste del restauro guidate dall’architetto Fernanda Falcon, stanno lavorando per riportare alla luce l’affresco che decorava la cupola della Chiesa di San Costanzo a Ronciglione nella Tuscia Viterbese, un giro di angeli musicanti e cantanti di fine ‘500. La superficie, coperta da uno strato di intonaco, è molto delicata. Sostanze chimiche e attrezzi non sono adatti per recuperare quest’opera di epoca Manierista.  Da qui è nata l’idea di una collaborazione con l’ENEA per valutare prima di tutto lo stato di salute dell’affresco e successivamente effettuare una pulitura “delicata”. Tutto questo utilizzando tecnologie laser.

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A dieci metri di altezza, su un impalcatura tutta acciaio e polvere, Chiara insieme ad altre professioniste del restauro guidate dall’architetto Fernanda Falcon, stanno lavorando per riportare alla luce l’affresco che decorava la cupola della Chiesa di San Costanzo a Ronciglione nella Tuscia Viterbese, un giro di angeli musicanti e cantanti di fine ‘500. La superficie, coperta da uno strato di intonaco, è molto delicata. Sostanze chimiche e attrezzi non sono adatti per recuperare quest’opera di epoca Manierista.  Da qui è nata l’idea di una collaborazione con l’ENEA per valutare prima di tutto lo stato di salute dell’affresco e successivamente effettuare una pulitura “delicata”. Tutto questo utilizzando tecnologie laser.

Autori
  • Stefania Marconi,
  • Francesco Paradiso
Data25/02/2016
LinguaItaliano
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Descrizione completa

Chiara Giuffrida (restauratrice) "Questi sono i primi dettagli che sono usciti fuori. La cosa affascinante è che la parete ci ha sorriso e ci ha invitato a continuare a lavorare".

A dieci metri di altezza, su un impalcatura tutta acciaio e polvere, Chiara insieme ...

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Chiara Giuffrida (restauratrice) "Questi sono i primi dettagli che sono usciti fuori. La cosa affascinante è che la parete ci ha sorriso e ci ha invitato a continuare a lavorare".

A dieci metri di altezza, su un impalcatura tutta acciaio e polvere, Chiara insiemead altre professioniste del restauro guidate dall’architetto Fernanda Falcon, stanno lavorando per riportare alla luce l’affresco che decorava la cupola della Chiesa di San Costanzo a Ronciglione nella Tuscia Viterbese, un giro di angeli musicanti e cantanti di fine ‘500. La superficie, coperta da uno strato di intonaco, è molto delicata. Sostanze chimiche e attrezzi non sono adatti per recuperare quest’opera di epoca Manierista.

Fernanda Falcon (capo restauratore) “Il problema più importante che abbiamo trovato nel corso del restauro all’interno della chiesa di San Costanzo riguarda la cupola perché questo elemento architettonico ha subìto infiltrazioni e abbandono per molti molti anni. Questo ha degradato gli intonaci e al momento di lavorare ci siamo ritrovati ad avere diversi strati sovrapposti di pitture successive e uno strato originario in affresco".

Da qui è nata l’idea di una collaborazione con l’ENEA per valutare prima di tutto lo stato di salute dell’affresco e successivamente effettuare una pulitura “delicata”. Tutto questo utilizzando tecnologie laser.

Roberta Fantoni (ENEA) "Abbiamo portato uno scanner laser a colori che chiamiamo RGB-ITR che permette di ottenere il modello tridimensionale della zona della cupola  e insieme di fare una misura estremamente accurata della superficie stessa. Il secondo strumento è un altro scanner laser che però dà informazioni particolari sull’emissione di fluorescenza".

Grazie alle due tecnologie laser per la diagnostica messe in campo dall’ENEA è stato possibile valutare lecondizioni dello strato pittorico e il livello di  degrado, come spiega Valeria, una giovane chimica che lavora presso il Centro Ricerche di Frascati.

Valeria Spizzichino (ENEA) “Sto lavorando in questo cantiere per delle misure di fluorescenza con uno strumento a scansione laser e con queste misure stiamo caratterizzando la superficie, una superficie molto interessante e abbiamo già tirato fuori le prime informazioni sui materiali utilizzati per la lavorazione della superficie, il degrado e anche le zone in cui si trovano degli interventi regressi di restauro”.

Partner dell’ENEA in questo intervento EL.En Group, una società di Firenze specializzata in applicazioni laser per la conservazione dei beni culturali.

I risultati sono stati molto positivi. Non solo perché sono state svelate parti di affresco, ma anche perché è stato centrato l’obiettivo di dare ai restauratori le migliori tecnologie laser per la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale. Questo intervento è il primo del progetto COBRA che l’ENEA ha vinto nell’ambito di un bando da oltre 860mila euro della Regione Lazio. Il progetto prevede il trasferimento di tecnologie avanzate alle imprese attive nella tutela e nella valorizzazione dei beni artistici e la creazione di posti di lavoro per giovani laureati in materie scientifiche.

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