Storie di Ricerca... E riemerse il Ponte sullo Stretto

Fabrizio Antonioli, geomorfologo dell’ENEA, e Maria Rita Palombo, paleontologo e direttore del Museo di Paleontologia dell’Università di Roma “Sapienza”, raccontano la loro esperienza nel gruppo di ricerca che ha scoperto come Homo Sapiens è arrivato in Sicilia alla fine dell’epoca glaciale.
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Fabrizio Antonioli, geomorfologo dell’ENEA, e Maria Rita Palombo, paleontologo e direttore del Museo di Paleontologia dell’Università di Roma “Sapienza”, raccontano la loro esperienza nel gruppo di ricerca che ha scoperto come Homo Sapiens è arrivato in Sicilia alla fine dell’epoca glaciale.

ProduttoreENEAWebTV
Autori
  • Fabiola L. Falconieri,
  • Roberto Ciardi
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Data20/09/2013
LinguaItaliano

Descrizione completa

La migrazione dell’Homo Sapiens in  Sicilia dal continente europeo è avvenuta in un periodo compreso tra i 27mile e i 17mila anni fa, quando la sella dello stretto che attualmente si trova a 81 m sotto il livello del mare  è lentamente emersa. Sono queste le ...
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La migrazione dell’Homo Sapiens in  Sicilia dal continente europeo è avvenuta in un periodo compreso tra i 27mile e i 17mila anni fa, quando la sella dello stretto che attualmente si trova a 81 m sotto il livello del mare  è lentamente emersa. Sono queste le sorprendenti conclusioni  di oltre 2 anni di lavoro di un gruppo di ricercatori coordinati dal geomorfologo Fabrizio Antonioli.
Fabrizio Antonioli, ENEA
“Abbiamo costruito un modello che tiene conto delle variazioni del livello del mare dei movimenti relativi tettonici, cioè di sollevamento dell’area di studio dello stretto di Messina, dell’erosione che ha insistito sulla sella,  della valutazione dell’entità delle correnti che abbiamo visto sono arrivate a 17 nodi … “
All’origine delle ricerche, una questione irrisolta, alla quale solo gli addetti ai lavori potevano dare il giusto peso:
Maria Rita Palombo, Università Sapienza, Dir. Museo Paleontologico
“…Anni fa, mi sembra forse il 2010 se non prima, in un coffe break  ad un congresso dell’AIQUA che è un ‘associazione di chi studia il quaternario, c’eravamo Fabrizio Antonioli ed io che chiacchieravamo del più e del meno e ad un certo punto gli ho chiesto:  ma tu che studi le oscillazioni del livello del mare ma mi riesci ad aiutare a spiegare perché l’equus hydruntinus, questo cavallino con le zampette lunghe, lunghe che camminava solo e non sapeva nuotare  riesce ad arrivare in Sicilia? …”
Se l’inizio è  quasi  fortuito, le seguenti fasi del progetto di ricerca non lo saranno:
Maria Rita Palombo, Università Sapienza, Dir. Museo Paleontologico
“Antonioli ha avuto la capacità di riunire man mano nel tempo tutta un a serie di persone con competente apparentemente diverse  che portavano tasselli sempre più importanti alla risoluzione di un problema che inizialmente era paleontologico e poi è diventato un problema di portata molto più grande con risultati che poi hanno coinvolto geodinamica , geomorfologia oceanografia, fino ad arrivare all’uomo…”
Fabrizio Antonioli, ENEA
“La cosa più importante è che siamo riusciti attraverso  dati archeologici, ma soprattutto paleontologici e antropologici a validare il modello e cioè che il periodo di apertura del ponte continentale che abbiamo ipotizzato essere aperto tra la Calabria e la Sicilia intorno a 20mila anni fa , nell’ultimo periodo glaciale è confermato dall’arrivo di homo sapiens  ed altri mammiferi.”
Il lavoro, di prossima pubblicazione sul prestigioso Journal of the Geological Society per il momento può dirsi concluso e con soddisfazione per tutti i ricercatori.
Maria Rita Palombo, Università Sapienza, Dir. Museo Paleontologico
“Sulla Sicilia la presenza dell’uomo è  stata a lungo discussa anche perché la tendenza di tutti è quella di avere l’uomo più antico. Almeno limitatamente al sapiens tutti i dati attualmente consentono di dire  con un  grado di certezza che non può essere cento ma non è sicuramente il 10 % che per la storia della Sicilia abbiamo aperto un capitolo nuovo.”
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