Pneumatici fuori uso: da rifiuti a risorse

Progetto Tygre, una ricerca ENEA sul recupero di materia ed energia da rifiuti.

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Progetto Tygre, una ricerca ENEA sul recupero di materia ed energia da rifiuti.

ProduttoreENEAWebTV
Autori
  • Laura Moretti,
  • Roberto Ciardi
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Data19/05/2011
LinguaItaliano
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Pneumatici fuori uso: se accatastassimo le 400 mila tonnellate che generiamo in Italia ogni anno, ne verrebbe fuori una piramide grande come quella di Cheope. Questo enorme flusso di rifiuti pone seri problemi ambientali e sanitari: circa il 25% dei pneumatici a fine vita, infatti, viene ...

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Pneumatici fuori uso: se accatastassimo le 400 mila tonnellate che generiamo in Italia ogni anno, ne verrebbe fuori una piramide grande come quella di Cheope. Questo enorme flusso di rifiuti pone seri problemi ambientali e sanitari: circa il 25% dei pneumatici a fine vita, infatti, viene ancora abbandonata nelle discariche, dove permane per oltre 100 anni, favorendo il rilascio di sostanze inquinanti e l'insorgere di incendi. Ma una soluzione esiste, si chiama Tygre ed è finalizzata a trasformare i pneumatici fuori uso in risorse, abbinando il trattamento di termovalorizzazione per la produzione ed il recupero di energia, alla produzione di un materiale di indiscusso valore di mercato.

Sergio Galvagno – ENEAIl progetto Tygre nasce da una ricerca sviluppata dall’ENEA nell’ambito del recupero di materia e energia da rifiuti. Il cuore del progetto consiste nella trasformazione del granulato di pneumatico in polvere ceramica ad alto valore aggiunto, nella fattispecie carburo di silicio.”

Il progetto Tygre, finanziato nell’ambito del 7° Programma Quadro di ricerca della Unione Europea, si avvale di un partenariato internazionale che vanta un’eccellente componente accademica ed una importante presenza industriale italiana ed europea ed è coordinato da ENEA

Sergio Galvagno – ENEASono coinvolti diversi centri di ricerca ciascuno per la propria specifica competenza. Nella fattispecie Trisaia, Portici, Faenza, Bologna e Casaccia”.

Un vero e proprio processo integrato ad alto livello di sostenibilità in grado di produrre, partendo da rifiuti problematici come i pneumatici, un gas ricco di idrogeno e metano e un materiale ceramico dalle grandi potenzialità. Il carburo di silicio infatti grazie alle proprietà di durezza, resistenza e conducibilità termica, vanta numerosi campi di impiego nei settori meccanico, siderurgico, nucleare ed edilizio per la produzione di cartucce filtranti, sistemi frenanti, schermature termiche, semiconduttori, ed altro ancora. Il progetto, iniziato nel settembre 2009, durerà tre anni e mezzo e porterà alla costruzione di un impianto pilota presso il Centro di Ricerche ENEA di Trisaia. Oggi, Tygre è giunto ad un importante punto di verifica ed ha ottenuto risultati incoraggianti.

Sergio Galvagno – ENEAAllo stato attuale sono state prodotte polveri di carburo di silicio a partire da pneumatici fuori uso in scala laboratorio. Le polveri sono state poi successivamente processate per produrre manufatti di prova, lo stesso è stato fatto utilizzando polveri commerciali. Le due tipologie di manufatti sono state analizzate e paragonate. Il confronto ha mostrato che la polvere di carburo di silicio prodotta tramite il processo Tygre risulta paragonabile come caratteristiche alla polvere commerciale”.

Una nuova tecnologia che permetterà di trasformare un rifiuto ingombrante ed inquinante in una risorsa preziosa, per uno sviluppo più economico e sostenibile del pianeta.

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