Duomo di Orvieto: basamento antisismico per l'arcangelo Michele

Il laboratorio Prove Dinamiche del Centro di Ricerche ENEA della Casaccia sta lavorando ad un basamento antisismico per la statua dell'Arcangelo San Michele, che si trova attualmente nel Duomo di Orvieto.

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Il laboratorio Prove Dinamiche del Centro di Ricerche ENEA della Casaccia sta lavorando ad un basamento antisismico per la statua dell'Arcangelo San Michele, che si trova attualmente nel Duomo di Orvieto.

ProduttoreENEA webTV
Autori
  • Massimo Maffioletti,
  • Paola Giaquinto
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Data07/10/2013
LinguaItaliano
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Descrizione completa

Mentre squadre di tecnici, ingegneri e geologi dell’ENEA monìtorano il comportamento strutturale della cattedrale di Orvieto, su incarico della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria, un nuovo prestigioso compito li attende: musealizzare la statua dell’arcangelo ...

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Mentre squadre di tecnici, ingegneri e geologi dell’ENEA monìtorano il comportamento strutturale della cattedrale di Orvieto, su incarico della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria, un nuovo prestigioso compito li attende: musealizzare la statua dell’arcangelo S. Michele, su commissione dell’Opera del Duomo. La statua bronzea, posta sull’acrotèrio, cioè sulla cuspide della porta della facciata della navata laterale sinistra, dopo secoli d’intemperie e in balia delle deiezioni dei volatili, ha la necessità di essere restaurata, e per proteggerla definitivamente è stato deciso che vivrà il resto dei suoi giorni presso il Museo dell’Opera del Duomo. All’ENEA quindi l’incarico di testare un basamento antisismico per la statua originale e ideare un sistema di ancoraggio per una copia in bronzo da ricollocare in facciata. All’ing. De Canio e ai colleghi del Laboratorio Prove Dinamiche del Centro di Ricerche della Casaccia non è stato difficile progettare una raffinata base in granito rosa, avendo già progettato basi per altre prestigiose sculture come i Bronzi di Riace. Per l’ancoraggio della copia in facciata si metterà a punto una soluzione architettonica che abbia la funzione strutturale di mantenere la statua e nello stesso tempo sia il meno invasiva possibile. Ma la collaborazione scientifica tra ENEA e l’Opera del Duomo di Orvieto non si conclude qui. È sorta la necessità di dotare di nuovi basamenti antisismici anche tutto il complesso scultoreo del duomo di Orvieto. Uno dei pochi cicli scultorei giunto a noi integro nei suoi elementi fondamentali. Si tratta di 12 statue raffigurati gli apostoli, realizzate tra il sedicesimo e il diciottesimo secolo e collocate in origine nella navata centrale, e il gruppo dell’Annunciazione, posto nel coro della cattedrale. L’Annunciazione e il ciclo degli Apostoli ornarono il Duomo fino ai ben noti ‘restauri’ di fine Ottocento d’ideologia purista. Dopo la rimozione degli altari laterali e delle decorazioni a stucco, tutte le statue, a partire dal 1896, furono trasportate nel salone al piano superiore del Palazzo Soliano. Ai primi del novecento, le statue furono nuovamente trasferite e gradualmente caddero nell’oblio. Da pochi anni si è riaperto il dibattito ma nell’attesa che si definisca la definitiva sorte di queste sculture ENEA dovrà comunque progettare dei basamenti che possano tutelarli da improvvise scosse telluriche indipendentemente dalla loro definitiva posizione, sia essa all’interno della cattedrale o all’interno di un Museo. La sinergia tra ENEA e l’Opera del Duomo diventa così sempre più importante e proficua, lo sottolinea con orgoglio il Presidente dell’Opera del Duomo di Orvieto, in un’intervista rilasciataci presso il laboratorio di prove dinamiche nella giornata delle prove su tavola vibrante del basamento per l’arcangelo San Michele.

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