Con il progetto MEID aree industriali più competitive

Innovazione dei processi produttivi e tutela dell'ambiente sono i due pilastri della Green Economy, uno dei settori a più alto potenziale di crescita da qui al 2020. Il progetto MEID (Mediterranean Eco-Industrial Development) dopo tre anni di studi e analisi su 46 aree industriali in Europa ha definito un modello organizzativo e gestionale delle aree produttive per recuperare competitività e un toolkit, una borsa degli attrezzi per manager, aziende ed enti locali, per raggiungere l'obiettivo.

Innovazione dei processi produttivi e tutela dell'ambiente sono i due pilastri della Green Economy, uno dei settori a più alto potenziale di crescita da qui al 2020. Il progetto MEID (Mediterranean Eco-Industrial Development) dopo tre anni di studi e analisi su 46 aree industriali in Europa ha definito un modello organizzativo e gestionale delle aree produttive per recuperare competitività e un toolkit, una borsa degli attrezzi per manager, aziende ed enti locali, per raggiungere l'obiettivo.

ProduttoreENEAwebTV
Autori
  • Stefania Marconi,
  • Roberto Ciardi
Contattiscrivi al produttore
Data12/06/2013
LinguaItaliano
YouTube Vai al video

Descrizione completa

Un tessuto produttivo fatto di piccole e micro aziende a rischio estinzione. Una gestione del territorio ancora poco orientata alla sostenibilità.  La mancanza di infrastrutture e di servizi e di una rete di collaborazione tra aziende, enti e comunità locali. Questo è l’identikit di molte aree ...

Leggi

Un tessuto produttivo fatto di piccole e micro aziende a rischio estinzione. Una gestione del territorio ancora poco orientata alla sostenibilità.  La mancanza di infrastrutture e di servizi e di una rete di collaborazione tra aziende, enti e comunità locali. Questo è l’identikit di molte aree produttive censite nei 6 Paesi del Mediterraneo, Italia, Francia, Spagna, Grecia, Bosnia - Erzegovina e Malta, che hanno aderito al progetto MEID per lo sviluppo e la riconversione in chiave sostenibile delle Aree Industriali.
E allora come riconquistare competitività? La risposta va ricercata nell’innovazione dei processi produttivi e nella tutela dell’ambiente, in sintesi nella Green Economy. Questo, secondo l’Unione Europea, è uno dei settori a più alto potenziale di crescita, con 5 milioni di nuovi posti di lavoro in Europa entro il 2020 solo nei settori dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili.
Ma come raggiungere il traguardo? Il team del progetto MEID, dopo tre anni di studi e analisi sul campo, è arrivato a definire sia un modello organizzativo e gestionale delle aree produttive che intendono migliorare le loro prestazioni ambientali, sociali ed economiche sia un toolkit, ossia una borsa degli attrezzi per manager, aziende ed enti locali.
Mario Tarantini (ENEA) “Siamo riusciti a sviluppare alcuni strumenti, un toolkit che serve a supportare i consorzi di gestione delle aree industriali e le imprese insediate per iniziare un percorso verso una maggiore efficienza delle aree industriali”.
Si inizia con il database delle buone pratiche adottate nelle Aree Industriali del Mediterraneo, una raccolta di informazioni dettagliate e di facile consultazione sul web su tecniche, tecnologie e pratiche gestionali virtuose individuate nelle 46 aree industriali censite dal progetto. Riguardano principalmente l’ambiente, come la raccolta di rifiuti, la mobilità sostenibile, l’energia pulita, la gestione dell’acqua e il monitoraggio ambientale. Ma poi ci sono anche tante buone pratiche sociali legate alla presenza di asili nido, centri servizi, connessione wi-fi e viabilità. E infine, quelle di carattere economico, ma in numero più contenuto, come l’analisi di mercato e la valutazione dei migliori investimenti per le aziende.
Pensato per le singole aziende che vogliono migliorare i loro processi produttivi, invece, è il database che raccoglie oltre 500 casi di imprese virtuose che hanno adottato tecnologie pulite,  sistemi di gestione ambientale, strumenti diagnostici per l’analisi delle emissioni e dell’efficienza energetica e la valutazione del ciclo di vita di prodotti e processi.
Gabriele Zanini (ENEA) “E’ un fortissimo metodo diagnostico che permette di comprendere e quindi di ridurre tutti gli sprechi che ci sono nella catena produttiva dalla costruzione dell’area industrial e del sito fino al design del prodotto”.
Gli strumenti sono tanti, ecco quindi la guida per la progettazione di edifici industriali eco-efficienti senza incidere su prestazioni e funzionalità e i software per l’autovalutazione dell’efficienza energetica delle aziende. Dedicata alle Pubbliche Amministrazioni, invece, una sezione sulle leggi adottate dai Paesi Europei.
Mario Tarantini (ENEA) “Le nostre idee le abbiamo provate in tre aree industriali, una spagnola quella di Villa Marchant, una siciliana l’area industriale di Ragusa e una a Padova. Nell’area industriali di Ragusa è stato creato un Mastre Plan di una zona di espansione dell’area con tutte le carattestiche di quello che a livello europeo viene chiamato un Ecopark, quindi con dei requisiti di sostenibilità ambientale molto evoluti”.

ENEA - Lungotevere Thaon di Revel, 76 - 00196 ROMA – Italia - Partita IVA 00985801000 - Codice Fiscale 01320740580