OGM e dibattito su alimentazione, salute e ambiente

175 milioni di ettari. E' l'estensione delle coltivazioni OGM nel mondo. In Europa è autorizzato solo il mais Mon810. Ma un'altra pianta geneticamente modificata è in attesa del varo da parte della Commissione Europea. Un'autorizzazione che richiede prima di tutto il parere scientifico dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Ultime dall’Italia e dall’Europa: la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha disposto in via straordinaria e di urgenza un divieto temporaneo di 12 mesi alla coltivazione del mais ogm; mentre l'Unione Europea, in vista di Expo Milano 2015, ha istituito un Comitato direttivo che contribuirà alla definizione e all'attuazione del programma scientifico europeo in materia di sicurezza alimentare.

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175 milioni di ettari. E' l'estensione delle coltivazioni OGM nel mondo. In Europa è autorizzato solo il mais Mon810. Ma un'altra pianta geneticamente modificata è in attesa del varo da parte della Commissione Europea. Un'autorizzazione che richiede prima di tutto il parere scientifico dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Ultime dall’Italia e dall’Europa: la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha disposto in via straordinaria e di urgenza un divieto temporaneo di 12 mesi alla coltivazione del mais ogm; mentre l'Unione Europea, in vista di Expo Milano 2015, ha istituito un Comitato direttivo che contribuirà alla definizione e all'attuazione del programma scientifico europeo in materia di sicurezza alimentare.

ProduttoreENEA WebTV
Autori
  • Stefania Marconi,
  • Roberto Ciardi
Data24/03/2014
LinguaItaliano
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Descrizione completa

Nel mondo la coltivazione di piante geneticamente modificate ha superato 175 milioni di ettari e il trend è in crescita.
Al top della classifica gli Stati Uniti con 70 milioni di ettari, seguono Brasile, Argentina, India e Canada. Nel vecchio continente OGM vuol dire Spagna e Portogallo. E’ ...

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Nel mondo la coltivazione di piante geneticamente modificate ha superato 175 milioni di ettari e il trend è in crescita.
Al top della classifica gli Stati Uniti con 70 milioni di ettari, seguono Brasile, Argentina, India e Canada. Nel vecchio continente OGM vuol dire Spagna e Portogallo. E’ il 1998 quando l’Europa dà il via libera alla coltivazione del primo mais transgenico della multinazionale americana Monsanto per il consumo umano e animale. Dodici anni dopo arriva da Bruxelles l’autorizzazione per un altro OGM, la patata Amflora della tedesca Basf, destinato questa volta all’industria per produrre carta e cemento. Nel 2013 però la battuta d’arresto. La Corte di Giustizia Europea revoca l’autorizzazione al super-tubero ma solo – è bene chiarirlo - per una violazione formale delle norme che disciplinano gli OGM in Europa.
Norme stringenti che prevedono obbligatoriamente, prima di ogni autorizzazione, il parere scientifico dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Sylvie Mestdagh (EFSA, GMO Unit)E’ l’Autorità scientifica europea che si occupa della valutazione del rischio connesso agli Organismi Geneticamente Modificati. L’EFSA non autorizza gli OGM ma fornisce alla Commissione Europea un parere scientifico. L’Autorità si avvale di un pool di esperti che verificano la sicurezza degli OGM per l’ambiente e la salute dell’uomo e degli animali”.

E’ il caso di dirlo. La Commissione Europea ha tra le mani un’altra patata bollente: se concedere o meno l’autorizzazione a un nuovo OGM, il Pioneer 1507, una varietà di mais resistente alla piralide, un parassita in grado di “cariare” i chicchi di mais e devastare le colture.
Una decisione passata nelle mani dell’Esecutivo d’Europa e che i 28 Paesi dell’Unione dovranno accettare visto che al Consiglio non è stata trovata una maggioranza qualificata né a favore né contro l’OGM.  Su questo mais si è già espressa l’Autorità per la Sicurezza Alimentare che ha dato parere favorevole ma ha previsto misure di gestione della coltivazione più restrittive rispetto all’OGM autorizzato finora in Europa.

Al momento l’unica coltivazione transgenica che si registra in Italia è quella di un agricoltore friulano. Ma qual è la posizione del nostro Paese?

Salvatore Arpaia (ENEA – EFSA, GMO Panel)La posizione ufficiale del nostro Paese è sempre stata storicamente contraria come dimostrato da alcuni voti fatti a Bruxelles dalla nostra rappresentanza e dal tentativo di bandire dalla coltivazione il mais Mon810 che è l’unico OGM attualmente autorizzato per la coltivazione in Europa”.

L’Italia, quindi, considera gli OGM un rischio per la biodiversità e la salute ma anche per tutte quelle tradizioni che hanno fatto la fortuna del nostro Paese?

Salvatore Arpaia (ENEA – EFSA GMO Panel) Le tradizioni e la nostra economia agricola si fondano su alcuni prodotti abbastanza di nicchia e di grande qualità come il prosciutto o il parmigiano reggiano che sono la tipicità della nostra agricoltura che però oggettivamente non vanno in concorrenza con gli OGM che in questo momento in Europa significano soltanto mais”.
Per quanto riguarda biodiversità e salute lì il discorso va fatto oggettivamente per ogni singolo OGM per il quale si chiede la coltivazione o l’eventuale importazione in Europa. Di questo si occupa l’Autorità per la Sicurezza Alimentare che ha dato su questo mais un parere positivo alla coltivazione dopo una lunga serie di studi sulle evidenze esistenti per quanto riguarda il possibile impatto sull’ambiente o sulla salute umana” . “E' stato verificato che per quanto riguarda il potenziale impatto sulla salute umana che per quello sull’ambiente i rischi sono veramente molto bassi. Viene anche specificato che l’unica occasione in cui potenzialmente questo mais potrebbe avere effetti sull’ambiente è in vicinanza di aree di particolare valore in cui vivono farfalle in via di estinzione e solo in quei casi viene suggerito dall’opinione scientifica una gestione che tenga fisicamente separate queste aree”.

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