Test antiterrorismo all'ENEA

Test antiterrorismo al Centro Ricerche ENEA di Frascati. In collaborazione con il Fraunhofer Institute, l’Agenzia ha organizzato una due giorni di prove dimostrative su sicurezza e prevenzione da attentati terroristici, nell’ambito del progetto EDEN. Obiettivo: fornire soluzioni tecnologiche e strumenti per garantire la massima sicurezza della popolazione e dell’ambiente, sorvegliare l’integrità delle infrastrutture strategiche e dei sistemi di trasporto e fronteggiare situazioni di emergenza.

Test antiterrorismo al Centro Ricerche ENEA di Frascati. In collaborazione con il Fraunhofer Institute, l’Agenzia ha organizzato una due giorni di prove dimostrative su sicurezza e prevenzione da attentati terroristici, nell’ambito del progetto EDEN. Obiettivo: fornire soluzioni tecnologiche e strumenti per garantire la massima sicurezza della popolazione e dell’ambiente, sorvegliare l’integrità delle infrastrutture strategiche e dei sistemi di trasporto e fronteggiare situazioni di emergenza.

ProduttoreENEAChannel
RegistaFrancesco Paradiso
Autori
  • Laura Moretti,
  • Stefania Marconi
Data29/10/2015
LinguaItaliano
Website https://www.eden-security-fp7.eu/
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Descrizione completa

Prove antiterrorismo al Centro Ricerche ENEA di Frascati, nell’ambito di EDEN, il più grande progetto di collaborazione in Europa sulla security mai finanziato dalla Commissione Ue. L’Agenzia, in collaborazione con il Fraunhofer Institute, ha organizzato una ...

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Prove antiterrorismo al Centro Ricerche ENEA di Frascati, nell’ambito di EDEN, il più grande progetto di collaborazione in Europa sulla security mai finanziato dalla Commissione Ue. L’Agenzia, in collaborazione con il Fraunhofer Institute, ha organizzato una due giorni di test sulla sicurezza per la prevenzione di attentati terroristici. Al centro delle simulazioni, come fronteggiare il rischio CBRNe ossia la minaccia da agenti biologici e chimici, radiazioni ionizzanti e sostanze radioattive ed esplosive. Obiettivo prioritario, testare strumenti e metodologie innovative per evitare gravi danni a persone, infrastrutture e ambiente.

Luigi De dominicis (ENEA) - "EDEN è un progetto europeo finanziato dalla Commissione con un finanziamento da 36 milioni di euro. L'ENEA ha un impegno massiccio, sia nello sviluppo di nuove tecnologie sia nell'organizzazione di dimostrazioni tematiche".

Due gli scenari simulati di minaccia terroristica. Cinque le tecnologie messe in campo dall’ENEA.

Alessandro Dodaro (ENEA) - "Il sensore che abbiamo testato questa mattina cioè il Neutron Active Interrogation (NAI) è un sistema di misura che permette di caratterizzare un campione ignoto, cioè del quale non si conosce provenienza e composizione fisica mediante misure non distruttive, cioè senza l'intervento di un operatore che ne manipola il contenuto. L'obiettivo è quindi quello di verificare la presenza o meno delle cosiddette bombe sporche, oggetti che accoppiano il doppio rischio, quello esplosivo a quello radiodologico".

Nell’occasione è stata testata anche un’altra tecnologia ENEA, già utilizzata per rilevare a distanza le caratteristiche “nascoste” di opere d’arte come la Cappella Sistina. Si tratta del laser RGB-ITR che ha permesso l’acquisizione del modello in 3D degli autoveicoli su cui i potenziali terroristi hanno nascosto le “bombe sporche”.

Si basa su tecnologie laser, anche l’ILS.

Antonio Palucci (ENEA) - "Sono sensori che possono operare a distanza, senza contatto, da pochi metri fino a quasi 100 metri di distanza. Sono unici al mondo per i loro modo di operare".

In supporto al laser ILS c’è il robot PRASSI.

Claudio Moriconi ( ENEA) - "E' un robot che si occupa del trasporto dei sensori, di vari titpi di sensori, nelle  posizioni più idonee per consentire il lavoro dei sensori stessi. La macchina deve poterli orientare in modo automatico, e per quello l'uomo non si può avvicinare a queste zone che sono ad alto rischio, e quindi deve poter garantire il funzionamento dei sensori anche con ostacoli fisici".

Durante i test l’ENEA ha presentato anche RADCAL, un software capace di prevedere gli effetti di contaminazione causati dall’esplosione di una bomba sporca.

Presenti alla DEMO rappresentanti internazionali di polizia di frontiera, istituti di radioprotezione, vigili del fuoco e altri corpi militari, che per mission sono chiamati a fronteggiare sul campo queste emergenze.

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