Nucleare, dall’ENEA un sensore innovativo contro le “bombe sporche”

Si chiama Neutron Active Interrogation - NAI ed è un sensore innovativo realizzato dall'ENEA che utilizza un generatore di neutroni per individuare la presenza di "bombe sporche", ordigni rudimentali che combinano materiale esplosivo e radioattivo. Intervista ad Alessandro Dodaro, esperto di sicurezza nucleare dell'ENEA.

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Si chiama Neutron Active Interrogation - NAI ed è un sensore innovativo realizzato dall'ENEA che utilizza un generatore di neutroni per individuare la presenza di "bombe sporche", ordigni rudimentali che combinano materiale esplosivo e radioattivo. Intervista ad Alessandro Dodaro, esperto di sicurezza nucleare dell'ENEA.

ProduttoreENEA Channel
Autori
  • Laura Moretti,
  • Francesco Paradiso
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Data05/05/2016
LinguaItaliano
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Descrizione completa

Una piccola quantità di materiale radioattivo combinata a un esplosivo comune come il tritolo. Basta poco per creare una bomba sporca. Questi ordigni rudimentali potenzialmente molto distruttivi che utilizzano esplosivo convenzionale come innesco e un nucleo di materiale fissile o radioattivo, ...

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Una piccola quantità di materiale radioattivo combinata a un esplosivo comune come il tritolo. Basta poco per creare una bomba sporca. Questi ordigni rudimentali potenzialmente molto distruttivi che utilizzano esplosivo convenzionale come innesco e un nucleo di materiale fissile o radioattivo, sono considerati una minaccia reale molto più probabile di un attentato alle centrali nucleari.

In questo contesto rivestono un ruolo fondamentale il monitoraggio e il controllo sui traffici illeciti e misure di sicurezza rigorose.

L'ENEA è in prima linea nella prevenzione di attacchi di questo tipo con sistemi e sensori sempre più sofisticati come il Neutron Active Interrogation, un sensore innovativo che utilizza un generatore di neutroni per individuare la presenza di bombe sporche.

 

Alessandro Dodaro – ENEA “È costituito da tre oggetti: un generatore di neutroni che serve per eccitare i materiali contenuti nel campione da analizzare; un sistema di rivelazione neutronica che serve per misurare l’eventuale presenza di uranio; un rivelatore gamma che serve per misurare la reazione indotta sugli isotopi tipici degli esplosivi quindi azoto, carbonio e idrogeno. Lo strumento lavora a distanze come questa che vediamo quindi un metro, un metro e mezzo ma potrebbe anche essere utilizzato a distanze più grandi purchè il generatore venga opportunamente schermato e collimato cioè che induca il fascio soltanto sul campione da analizzare”

Immagini: Nato Review, IAEA, Askanews, WhiteHouse.gov, NSS2016.org

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