Archeologia marina, accordo ENEA - Comune di Sessa Aurunca

Al via la seconda campagna di attività ENEA finalizzata ai rilievi geomorfologici e alle ispezioni subacquee presso il tratto costiero compreso tra Punta Stendardo e Capo Miseno. L'obiettivo è analizzare e determinare le probabili cause del fenomeno di sprofondamento delle strutture dell'antica colonia romana di Sinuessa.
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Al via la seconda campagna di attività ENEA finalizzata ai rilievi geomorfologici e alle ispezioni subacquee presso il tratto costiero compreso tra Punta Stendardo e Capo Miseno. L'obiettivo è analizzare e determinare le probabili cause del fenomeno di sprofondamento delle strutture dell'antica colonia romana di Sinuessa.

ProduttoreENEAWebTV
Autori
  • Massimo Maffioletti,
  • Paola Giaquinto
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Data31/05/2013
LinguaItaliano
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Un dibattito tra storici, geologi ed archeologi si è tenuto presso il Museo Civico di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta,  durante il convegno “Valorizzazione del patrimonio sommerso di Sinuessa”.
La giornata ha ...
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Un dibattito tra storici, geologi ed archeologi si è tenuto presso il Museo Civico di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta,  durante il convegno “Valorizzazione del patrimonio sommerso di Sinuessa”.
La giornata ha dato il via alla seconda campagna di attività ENEA finalizzata ai rilievi geomorfologici ed ispezioni subacquee presso il tratto costiero compreso tra Punta Stendardo e capo Miseno, con l’obiettivo di analizzare e determinare le probabili cause del fenomeno di sprofondamento delle strutture dell’antica colonia romana.
Una fascia costiera comunale che si sviluppa per circa 8,5 km sullo splendido golfo di Gaeta.
Parteciperanno alla campagna di geoarcheologia subacquea i ricercatori del laboratorio di chimica ambientale del Centro di Ricerca di Portici insieme al personale degli uffici tecnici comunali del settore ambientale.
Il Comune di Sessa Aurunca intende utilizzare i risultati degli studi dell’ENEA per connotare e delimitare  un’area di interesse geo-archeologico e naturalistico, da inserire nel vasto e ricco panorama archeologico della Regione Campania. In progetto vi è un polo attrezzato per percorsi  subacquei  ed  escursioni  in barca.
Si tratta di un’iniziativa in linea con la Convenzione del 2001 dell’UNESCO, che stabilisce che i beni archeologici sommersi debbano preferenzialmente essere lasciati nei siti di ritrovamento favorendone la fruizione in loco.
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