Diminuire i consumi per essere competitivi

Enea e Federesco hanno presentato l’articolo 8 del decreto del governo italiano di recepimento della direttiva europea 27/2012 per l’analisi e la riduzione dei consumi energetici dell’industrie.

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Enea e Federesco hanno presentato l’articolo 8 del decreto del governo italiano di recepimento della direttiva europea 27/2012 per l’analisi e la riduzione dei consumi energetici dell’industrie.

ProduttoreEneaWebTV
Autori
  • Roberto Ciardi
Data22/09/2014
LinguaItaliano
Website http://youtu.be/iX8NQ49e_h0

Descrizione completa

La competitività dell’industria italiana passa anche attraverso la riduzione dei consumi energetici, che occupano un fetta importante del costo finale del prodotto. In questi ultimi anni l’attenzione si è focalizzata soprattutto sul costo del lavoro, ma studi ...

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La competitività dell’industria italiana passa anche attraverso la riduzione dei consumi energetici, che occupano un fetta importante del costo finale del prodotto. In questi ultimi anni l’attenzione si è focalizzata soprattutto sul costo del lavoro, ma studi effettuati da esperti del settore hanno messo in evidenza come la mancanza di innovazione e i consumi energetici, influiscano in modo determinante sull’aumento della competitività delle nostre aziende. Il 4 luglio scorso, il Governo ha varato il decreto che recepisce la direttiva europea 27 del 2012 introducendo nell'ordinamento nazionale misure innovative finalizzate a promuovere l'efficienza energetica nella pubblica amministrazione, nelle imprese e nelle famiglie secondo gli obiettivi posti dall'Unione europea di una riduzione dei consumi di energia primaria del 20% entro il 2020 E proprio dell’articolo 8 del decreto, che riguarda appunto le imprese, si è discusso nel convegno organizzato da Enea e Federesco, l’associazione dei professionisti e delle aziende che offrono servizi per il miglioramento dell'efficienza energetica. Entro dicembre 2015 c’è l’obbligo per le grandi imprese e per quelle più energivore, di effettuare ogni 4 anni un audit, cioè una diagnosi di efficienza energetica dei propri siti produttivi. Questa può essere fatta da personale interno o da società esterne certificate. Dopo la misurazione e l’elaborazione dei dati si dovranno proporre soluzioni tecnologiche per la riduzione dei consumi, utilizzando incentivi e finanziamenti messi a disposizione per questi specifici interventi. Dopo gli interventi di efficienza energetica, si quantificherà il risparmio effettivo conseguito dalle aziende.

Claudio G. Ferrari (Presidente Federesco) : "Riteniamo che questa direttiva possa solo portare un grosso contributo al sistema industriale proprio alla luce di questi elementi : minori costi energetici, maggior lavoro comunque per realizzare interventi di efficienza energetica e naturalmente minor dipendenza dall’estero per quanto riguarda le fonte energetiche. In questo percorso il ruolo dell'energy service company, quindi di Federesco che è l’associazione che li rappresenta, è estremamente importante in quanto le esco naturalmente quelle certificate in base alla normativa 11352 hanno come compito quello di supportare il sistema industriale nella individuazione delle inefficienze e nella realizzazione degli interventi di efficienza connessa."

Quindi, una grande opportunità per creare lavoro e per aumentare la competitività attraverso risparmi reali.

Claudio G. Ferrari (Presidente Federesco) : "Riguardo ai risparmi che una azienda può ottenere da un attenta gestione delle proprie tematiche energetiche, noi siamo abbastanza ottimisti, nel senso che i risparmi di energia sono divisi in diversi settori c’è il tema del termico c’è il tema dell’elettrico , c’è un tema che non assolutamente considerato ma è di vitale importanza tutto ciò che riguarda l’aria compressa che anche qui genera una corretta gestione della sala compressori di un azienda industriale, genera moltissimi risparmi energetici. C’è il tema dell’acqua. Considerando il consumo medio di un azienda, fatto cento il consumo medio noi abbiamo stimato che intervenendo nel settore industriale con opportuni accorgimenti riguardo il riutilizzo del calore, riutilizzo del freddo in maniera diversa di quanto fino ad oggi è avvenuto è possibile risparmiare tranquillamente tra un 10 e un 20 %. Naturalmente sono stime, che come tutte le stime hanno bisogno di essere verificate e naturalmente progettare gli interventi per queste riduzioni."

L’art. 8 del decreto stabilisce il ruolo chiave dell’ENEA come Agenzia nazionale per l’Efficienza energetica.

Pasquale Di Franco (ENEA): " In tale ambito l’Enea dovrà accompagnare l’intero sistema dei professionisti e delle Esco nel realizzare audit energetici presso le grandi aziende che si vedono attribuito un obbligo di realizzazione di nuovo audit energetici entro il 5 dicembre del 2015 e l’Enea dovrà realizzare un sistema di certificazione, tra virgolette, di questi audit controllando e verificando la qualità degli elaborati medesimi. Dovrà quindi tenere una banca dati di tutti gli audit prodotti ed inoltre dovrà effettuare delle verifiche sia a campione, che su tutti gli audit prodotti da aziende che hanno prodotto l’audit medesime tramite il proprio personale interno. Poiché è necessaria la disponibilità sul mercato di figure professionali in grado di seguire audit con sufficiente livelli di funzionalità dovrà essere prodotta entro l’anno una specifica norma sugli audit da parte dell’Uni e l’Enea è stata invitata al tavolo di lavoro per supportare il CTI comitato termotecnico italiano per la produzione di una simile norma."

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