Billi, la nuova sentinella dei vulcani

Il Laboratorio Diagnostiche e Metrologia dell’ENEA ha sviluppato BILLI (BrIdge voLcanic Lidar), un radar laser (lidar) che misura biossido di carbonio in pennacchi vulcanici per prevederne l’eruzione.

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Il Laboratorio Diagnostiche e Metrologia dell’ENEA ha sviluppato BILLI (BrIdge voLcanic Lidar), un radar laser (lidar) che misura biossido di carbonio in pennacchi vulcanici per prevederne l’eruzione.

ProduttoreEneaWebTv
Autori
  • Roberto Ciardi
Data06/11/2014
LinguaItaliano
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Sbuffi di vapore escono dal terreno. Un panorama quasi surreale. Siamo alla Solfatara di Pozzuoli nei Campi Flegrei in contrada Pisciarelli, dove un gruppo di ricercatori del progetto europeo Bridge sta provando un nuovo sistema di misura a distanza dell’anidride ...

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Sbuffi di vapore escono dal terreno. Un panorama quasi surreale. Siamo alla Solfatara di Pozzuoli nei Campi Flegrei in contrada Pisciarelli, dove un gruppo di ricercatori del progetto europeo Bridge sta provando un nuovo sistema di misura a distanza dell’anidride carbonica nei pennacchi dei vulcani, come ci spiega il professore Alessandro Aiuppa dell’università di Palermo , responsabile del progetto Bridge e membro della commissione nazionale grandi rischi per il settore vulcani.

Prof. Alessandro Aiuppa (Università di Palermo) : "L’anidride carbonica è il secondo gas più abbondante nei gas vulcanici e la sua misura è particolarmente importante in quanto il rilascio di anidride carbonica precede sistematicamente l’eruzioni. E’ stato dimostrato che l’eruzioni vulcaniche sono precedute di settimane, anche mesi da rilascio anomalo di fluidi e quindi l’obiettivo del progetto è quello di contribuire a nuove tecniche di sorveglianza e monitoraggio dei vulcani attivi italiani . "

Il compito di vigilare lo avrà il laser radar Billi, che potrebbe diventare la vera sentinella dei vulcani.

Prof. Alessandro Aiuppa (Università di Palermo) : "Le misure che conduciamo oggi ricadono nell’ambito del progetto dell’European Research Council che si chiama Bridge di cui i beneficiari sono l’Università di Palermo e l’Enea. Il progetto è quadriennale ed ha un badget di un milione e mezzo e l’obiettivo è quello di sviluppare nuove tecniche di misura per la detezione di gas vulcanici. In questa attività l’Enea si occupa di progettare un nuovo strumento Lidar per la misura in continua in tempo reale del flusso di anidride carbonica rilasciata da i gas vulcanici, quali per esempio quelli qui emessi a pisciarelli sui campi flegrei.

Durante le giornate di misure, i ricercatori dell’Enea e dell’università di Palermo con il supporto logistico di Carmine Minopoli di Enea Portici hanno testato la validità del sistema sul campo :

Luca Fiorani (Enea) : “In questo momento noi ci troviamo qui con la nostra strumentazione laser, si tratta di un laser radar, di un lidar, che ci permette di misurare a distanza la concentrazione di biossido di carbonio all’interno della fumarola. Si tratta di una sfida tecnologico scientifica grandissima infatti per i geofisici è importantissimo poter misurare direttamente la concentrazione di Co2 e non misurarla magari quando il pennacchio si è disperso dopo un km o due km. Quindi noi siamo qui e riusciamo a misurare la concentrazione di CO2 all’interno del pennacchio però senza andare a campionare all’interno che può essere una cosa pericolosa. Facciamo questo con delle tecniche spettroscopiche, abbiamo dei laser estremamente complessi in realtà abbiamo un sistema laser costituito da tre sorgenti laser le quali riescono ad emettere una lunghezza d’onda talmente precisa talmente stretta che noi possiamo essere sicuri di misurare l’anidride carbonica e non un altro gas interferente.”

Il lidar emette una prima radiazione laser verso l’uscita dei vapori del vulcano ad una lunghezza d’onda che non viene assorbita dal gas, mentre la seconda radiazione con lunghezza d’onda leggermente diversa cade nel picco di assorbimento del gas infatti non oltrepassa la nuvola. La differenza di assorbimento, rilevata con i segnali di ritorno dei laser, è elaborata dal computer che misura la quantità di anidride carbonica presente all’uscita del vulcano.

Luca Fiorani (Enea) : “I nostri amici geofisici ci dicono che è la prima volta che una tale misura viene effettuata e quindi questo è sorgente di grande soddisfazione e siamo grati a tutti quelli che hanno reso possibile questo successo.”

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