Astro, il compostaggio di comunità

Presso il Centro Ricerche della Casaccia, ENEA sperimenta una tecnica di compostaggio che prevede l'utilizzo di compostatori di comunità: macchine elettromeccaniche di piccola taglia, per il trattamento degli scarti organici prodotti dalla mensa e dalla gestione del verde. Progetto Astro.

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Presso il Centro Ricerche della Casaccia, ENEA sperimenta una tecnica di compostaggio che prevede l'utilizzo di compostatori di comunità: macchine elettromeccaniche di piccola taglia, per il trattamento degli scarti organici prodotti dalla mensa e dalla gestione del verde. Progetto Astro.

ProduttoreENEAWebTV
Autori
  • Roberto Ciardi,
  • Laura Moretti
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Data02/08/2012
LinguaItaliano
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Forse non tutti sanno che più del 30% dei rifiuti urbani che arriva in discarica, è organico, cioè costituito da scarti di origine vegetale e animale, come residui di cucina o scarti di potatura del verde.

L’impatto ambientale ed economico è ...
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Forse non tutti sanno che più del 30% dei rifiuti urbani che arriva in discarica, è organico, cioè costituito da scarti di origine vegetale e animale, come residui di cucina o scarti di potatura del verde.

L’impatto ambientale ed economico è notevole: durante la decomposizione, i rifiuti alimentari producono metano, un gas serra 21 volte più dannoso dell’anidride carbonica, e generano percolato, una sostanza che inquina suolo e acque sotterranee.

Ma una soluzione c’è ed semplice ed economica. Il compostaggio. Grazie all’azione di particolari microrganismi i rifiuti organici, a contatto con l’ossigeno, si decompongono e si trasformano in un fertilizzante naturale, il compost.

Presso il Centro ENEA della Casaccia si è avviata la sperimentazione di ASTRO, una tecnica di compostaggio evolutiva, che prevede l’utilizzo di compostatori di comunità.

Si tratta di macchine elettromeccaniche di piccola taglia, per il trattamento degli scarti organici prodotti giornalmente dalla mensa e dalla gestione del verde del Centro.

ROBERTO MORABITO – ENEA
“il compostaggio di comunità avviene in impianti che sono di piccola taglia, a supporto di piccole comunità, zone turistiche con lungomari pieni di ristoranti, mense, piccole isole, supermercati, grande distribuzione dove, potrebbero essere, invece che poi tutti i rifiuti organici portati via, potrebbero essere compostati in loco da questi impianti”.

Se moltiplichiamo 8 milioni, quante sono giornalmente le persone che pranzano in mense, bar o ristoranti, per 240 gr. di rifiuti che ognuna produce, otteniamo ben 700mila tonnellate l’anno di rifiuti organici.

Ma veniamo all’impianto pilota della Casaccia.

E’ dotato di due camere destinate alla ossidazione e alla successiva biostabilizzazione e maturazione del materiale; l’azione di bracci meccanici per il movimento della massa e l’aggiunta di strutturanti, quali ad esempio, segatura, cartone o potature, garantiscono, dopo circa 40 giorni dal conferimento, il raggiungimento dei livelli di areazione e umidità necessari alla maturazione del compost.

Tali macchine, ancora poco diffuse in Italia, pongono però problematiche tecniche e normative nuove.

FABIO MUSMECI - ENEA
“nasce quindi una forte esigenza di caratterizzare questo processo e di fornire alla PA informazioni e dati utili per una normativa in materia; lo scopo del nostro lavoro è essenzialmente quello di arrivare alla stesura di un vero e proprio manuale d’uso per l’utente finale e di un protocollo di monitoraggio per enti destinati ad avere funzioni ispettive”

I risultati della sperimentazione saranno utilizzati presso l’Isola di Favignana per la realizzazione di un impianto dimostrativo di compostaggio di comunità, parte integrante di un progetto più ampio di interventi finalizzati allo sviluppo ecocompatibile del tessuto produttivo del Sud.

Il compostaggio di comunità, così come le altre tecnologie oggi a disposizione dell’uomo, rappresenta la possibilità concreta di iniettare valore nell’economia, riducendo emissioni e consumi di risorse naturali.


MAURIZIO CORONIDI - ENEA
“trattando la frazione organica, raccogliendola, facendo raccolta differenziata, si nobilita la caratteristica di combustibilità del rifiuto indifferenziato e quindi si fa quello che noi usiamo dire, un’operazione “win-win": si aumenta il riciclaggio e quindi si ottiene un beneficio in termini di recupero di materia e si ottiene anche una migliore qualità del rifiuto che viene portato a incenerimento, a recupero di energia, incrementando il potere calorifico”

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