Terremoti: innovativo isolamento sismico per i palazzi storici

Il terremoto d’Abruzzo ha messo a nudo due importanti realtà, prima di tutto la vulnerabilità del patrimonio architettonico italiano e poi l’urgenza di intervenire per un’adeguata prevenzione.

Si sa, l’Italia è un Paese a rischio sismico come mostra questa mappa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Ed è pure un museo a cielo aperto con i suoi palazzi, le sue chiese e i suoi centri storici in cui la gente continua a vivere e ad abitare.

In Italia molto spesso il patrimonio architettonico non è in grado di sopportare terremoti anche di bassa intensità e l’adeguamento sismico per queste strutture risulta impossibile se non con interventi pesanti che rischiano di intaccare l’architettura stessa.

L’ENEA e il Politecnico di Torino hanno brevettatoun’innovativa struttura di isolamento sismico che apre un nuovo scenario nella tutela degli edifici storici.

Paolo Clemente (ENEA) La tecnica di intervento per l’adeguamento sismico per gli edifici storici che noi proponiamo consiste innanzitutto nello scavare una trincea, una trincea di una dimensione sufficiente per poter inserire una macchina spingi-tubo e poi appunto inserire dei tubi a conci per esempio di 3 metri ciascuno al di sotto dell’edificio e poi lungo il piano diametrale questi tubi vengono sezionati in modo da inserire dei dispositivi di isolamento sismico. Questi creano una sconnessione in modo che si crei il cosiddetto disaccoppiamento tra il movimento dell’edificio e quello del terreno”.

In pratica, l’edifico viene separato dal terreno e poggia su questa piattaforma fatta di tubi e isolatori sismici, che è stata inserita al di sotto delle fondazioni; in questo modo non vengono modificate le caratteristiche architettoniche dell’edificio o del complesso monumentale sovrastante su cui è stato fatto l’intervento.

Paolo Clemente (ENEA)Una volta realizzato questo sistema di isolamento sismico in occasione di un terremoto mentre il terreno si muove con oscillazioni molto veloci e anche con accelerazioni molto forti al di sotto dell’edificio, l’edificio al di sopra dell’isolamento sismico oscillerebbe molto lentamente senza deformarsi comportandosi come una scatola rigida e quindi preservando la struttura ma anche il contenuto stesso”.

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Il terremoto d’Abruzzo ha messo a nudo due importanti realtà, prima di tutto la vulnerabilità del patrimonio architettonico italiano e poi l’urgenza di intervenire per un’adeguata prevenzione. Si sa, l’Italia è un Paese a rischio sismico come mostra questa mappa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Ed è pure un museo a cielo aperto con i suoi palazzi, le sue chiese e i suoi centri storici in cui la gente continua a vivere e ad abitare. In Italia molto spesso il patrimonio architettonico non è in grado di sopportare terremoti anche di bassa intensità e l’adeguamento sismico per queste strutture risulta impossibile se non con interventi pesanti che rischiano di intaccare l’architettura stessa. L’ENEA e il Politecnico di Torino hanno brevettato un’innovativa struttura di isolamento sismico che apre un nuovo scenario nella tutela degli edifici storici. Paolo Clemente (ENEA) “La tecnica di intervento per l’adeguamento sismico per gli edifici storici che noi proponiamo consiste innanzitutto nello scavare una trincea, una trincea di una dimensione sufficiente per poter inserire una macchina spingi-tubo e poi appunto inserire dei tubi a conci per esempio di 3 metri ciascuno al di sotto dell’edificio e poi lungo il piano diametrale questi tubi vengono sezionati in modo da inserire dei dispositivi di isolamento sismico. Questi creano una sconnessione in modo che si crei il cosiddetto disaccoppiamento tra il movimento dell’edificio e quello del terreno”. In pratica, l’edifico viene separato dal terreno e poggia su questa piattaforma fatta di tubi e isolatori sismici, che è stata inserita al di sotto delle fondazioni; in questo modo non vengono modificate le caratteristiche architettoniche dell’edificio o del complesso monumentale sovrastante su cui è stato fatto l’intervento. Paolo Clemente (ENEA) “Una volta realizzato questo sistema di isolamento sismico in occasione di un terremoto mentre il terreno si muove con oscillazioni molto veloci e anche con accelerazioni molto forti al di sotto dell’edificio, l’edificio al di sopra dell’isolamento sismico oscillerebbe molto lentamente senza deformarsi comportandosi come una scatola rigida e quindi preservando la struttura ma anche il contenuto stesso”.

ProduttoreENEA Channel
Autori
  • Stefania Marconi,
  • Roberto Ciardi
Data14/01/2016
LinguaItaliano
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Descrizione completa

Il terremoto d’Abruzzo ha messo a nudo due importanti realtà, prima di tutto la vulnerabilità del patrimonio architettonico italiano e poi l’urgenza di intervenire per un’adeguata prevenzione.

Si sa, l’Italia è un Paese a rischio sismico come ...

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Il terremoto d’Abruzzo ha messo a nudo due importanti realtà, prima di tutto la vulnerabilità del patrimonio architettonico italiano e poi l’urgenza di intervenire per un’adeguata prevenzione.

Si sa, l’Italia è un Paese a rischio sismico come mostra questa mappa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Ed è pure un museo a cielo aperto con i suoi palazzi, le sue chiese e i suoi centri storici in cui la gente continua a vivere e ad abitare.

In Italia molto spesso il patrimonio architettonico non è in grado di sopportare terremoti anche di bassa intensità e l’adeguamento sismico per queste strutture risulta impossibile se non con interventi pesanti che rischiano di intaccare l’architettura stessa.

L’ENEA e il Politecnico di Torino hanno brevettatoun’innovativa struttura di isolamento sismico che apre un nuovo scenario nella tutela degli edifici storici.

Paolo Clemente (ENEA) La tecnica di intervento per l’adeguamento sismico per gli edifici storici che noi proponiamo consiste innanzitutto nello scavare una trincea, una trincea di una dimensione sufficiente per poter inserire una macchina spingi-tubo e poi appunto inserire dei tubi a conci per esempio di 3 metri ciascuno al di sotto dell’edificio e poi lungo il piano diametrale questi tubi vengono sezionati in modo da inserire dei dispositivi di isolamento sismico. Questi creano una sconnessione in modo che si crei il cosiddetto disaccoppiamento tra il movimento dell’edificio e quello del terreno”.

In pratica, l’edifico viene separato dal terreno e poggia su questa piattaforma fatta di tubi e isolatori sismici, che è stata inserita al di sotto delle fondazioni; in questo modo non vengono modificate le caratteristiche architettoniche dell’edificio o del complesso monumentale sovrastante su cui è stato fatto l’intervento.

Paolo Clemente (ENEA)Una volta realizzato questo sistema di isolamento sismico in occasione di un terremoto mentre il terreno si muove con oscillazioni molto veloci e anche con accelerazioni molto forti al di sotto dell’edificio, l’edificio al di sopra dell’isolamento sismico oscillerebbe molto lentamente senza deformarsi comportandosi come una scatola rigida e quindi preservando la struttura ma anche il contenuto stesso”.

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